Trekking & Babywearing

Trekking & Babywearing

Sono cresciuta con la passione della montagna in tutte le sue forme e l’ho frequentata in tutte le stagioni.

Ho conosciuto il papà di Tommaso a un corso di alpinismo e abbiamo da allora sempre dedicato i weekend e le ferie alla nostra passione.

Quando ho scoperto di aspettare Tommaso avevo paura di dover abbandonare la mia grande passione.

Avevo il timore di non essere piu libera di gestire il mio tempo libero dedicandomi alla montagna; insomma in quota con un neonato? Si potrà? Avrò l’energia per fare tutto? 
Avevo mille domande e alla fine ho cercato di “sfogarmi” fino alla fine della gravidanza con camminate e giri nella natura quasi come se dopo dovessi attaccare gli scarponi al chiodo.
Intanto mi informavo sulla quota massima raggiungibile in base alle età e su come portare il mio cucciolo in giro.
Conoscevo già il babywearing superficialmente, e vedevo in quel nuovo modo di portare una grande opportunità: così ho frequestato gli incontri con Happi e appena è nato Tommaso ho fatto i corsi per imparare le legature in modo corretto.
Tommaso è un bambino ad altissimo contatto ancora adesso che ha 2 anni e da neonato stava sempre addosso se non in fascia accoccolato a me sul divano. Ho subito capito che il babywearing mi avrebbe salvato la vita permettendomi di gestire un neonato una casa la spesa da sola etc e anche aiutato a tornare in montagna.
A 20 giorni dal parto un caldo inaspettato ha colpito Alessandria (era metà giugno) e allora ho guardato il papà e ho detto “ok andiamo a cercare del fresco a Caldarola” e siamo partiti.
Ore 10 partenza per il rifugio orsi un percorso tutto sotto gli alberi io con il piccolo in fascia e papà con un bello zaino pieno di cose…..forse troppe cose ma piano piano ci siamo ridimensionati!
La giornata è andata benissimo abbiamo goduto del fresco, fatto un bel picnic e trovato relax presso il rifugio con Tommaso che è stato tranquillo, pacifico e rilassato dalla bella frescura.
Da allora ho capito che niente è impossibile anche dopo l’arrivo di un bambino, va solo ridimensionato certo non vado su ghiaccio, non arrampico e non faccio alpinismo con un bambino (insomma patita si, ma non pazza) ma faccio lunghi trekking, vacanze in tenda e notti in rifugiosenza problemi  e lui gode dei meravigliosi paesaggi, scopre animali e fiori e si entuaiasma ad ogni curva ogni lago o casetta(cosi chiama i rifugi alpini).
Adora il campeggio e lo stare in tenda ed è diventato un po’ zingaro come  noi….sperando di attaccargli un po’ della nostra malattia per la montagna e la natura continuiamo a portarlo a piedi in giro per il nostro bel paese!
Non è ne difficile ne impossibile si tratta di avere alcune accortezze: nello zaino sempre cambi aggiuntivi e vestiti pesanti perché non si sà mai, acqua in abbondanza, cibo d’emergenza per Tommaso, ombrellini bianchi in caso di pioggia ma utilissimi anche per il sole, tanta crema solare,cappellino e occhiali e qualche giochino super leggero (anche se lui si porterebbe di tutto).
Io prediligo mete dove só esserci un rifugio un bivacco o civiltà  vicina perché penso che, qualsiasi cosa succeda metereologicamente o per altri imprevisti, c’e sempre un appoggio caldo dove attendere.
Importante un buon supporto per portare il bimbo che scarichi bene, non seghi le spalle.
Insomma se avete tutto pronto chiudete lo zaino e partite all’avventura non ve ne pentirete…..per noi è diventato tutto piu bello da quando possiamo condividerlo con nostro figlio.
 
Diana Sara Labaguer