I nonni al tempo del Covid19

I nonni al tempo del Covid19

Dialogo tra più professionisti sulla relazione tra nonni e nipoti durante la pandemia è stato moderato dall’abogado Rita Marro che ha posto alcune domande all’avvocato Paola Sultana, alla psicologa Enrica Grande e alla pediatra Elena Labò.

Abogado Rita Marro

La diffusione del Covid-19 ha stravolto le nostre vite e coinvolto ogni soggetto accanendosi in particolare sulle persone anziane. Cosa ne pensate e come considerate il coinvolgimento di tali figure?

Avvocato Paola Sultana

“Gli anziani, i vecchi, sono loro malgrado i principali protagonisti dell’emergenza sanitaria; ogni giorno i “bollettini” di questa atipica guerra aggiornano i numeri dei contagiati, dei deceduti e degli ancora troppo pochi guariti. E in questi numeri si nascondono i volti e le storie di tantissimi anziani, gli over 65 ed ancor di più gli over 75, molti dei quali ospiti delle Case di Riposo, delle cosiddette RSA, ma altrettanti morti nelle loro case o dopo brevi ricoveri in Ospedale. Sta scomparendo un’intera generazione, quella dei nonni, appunto, ed è un fenomeno tipicamente italiano, che in altri Paesi Europei, penso soprattutto alla Germania, non si è verificato in queste proporzioni”

Dott.ssa Enrica Grande, psicologa

“Nel primo periodo di questa epidemia, la morte dei nostri anziani è stata vissuta con un certo distacco e quasi tra l’indifferenza per difenderci dalla paura per noi, per i giovani e per i bambini. Per un momento ci siamo dimenticati che gli anziani hanno vissuto e sono pieni di esperienza. Perderli è come perdere una parte di saggezza della nostra società. Oggi abbiamo capito che nel nostro paese i tassi di letalità sono diversi rispetto agli altri Paesi Europei a causa delle maggiori interazioni sociali tra generazioni, in particolare tra nonni e nipoti. Proprio in questi giorni è stato pubblicato uno studio inglese realizzato all’Università di Oxford che prende in esame questo aspetto e sembra confermare che l’epidemia potrebbe essere stata accelerata dall’interazione tra giovani e anziani e dalla co-residenza. A differenza di altri paesi del mondo, il problema è che in Italia spesso sono gli anziani a prendersi cura dei nipoti, ad avere contatti con i propri figli e con le loro famiglie.”

Dott.ssa Elena Labò, pediatra

“Dal punto di vista clinico è sconsigliato il rapporto assiduo tra nipoti e nonni e ciò non tanto per i primi quanto per i soggetti anziani che risultano più deboli e fragili se esposti al virus. I bambini se contraggono il virus sviluppano effetti blandi (almeno nella maggior parte dei casi esaminati): febbre, dissenterie e spossatezza per una settimana. Diverso invece se il virus attecchisce in un adulto, anziano magari con altre patologie. Per essere tranquilli e quindi non correre il rischio di esporre i propri genitori/nonni al contagio si dovrebbe poter ricorrere ai test seriologici e ciò è impensabile almeno per molto tempo (verranno per ora eseguiti solo su operatori sanitari). Si dovrà quindi evitare di far assistere i nipoti dai nonni ed evitare contatti frequenti. Se invece l’unica alternativa sono i nonni che nonni siano.”

Abogado Rita Marro

Proprio in considerazione del ruolo che nel nostro paese rivestono gli anziani/nonni, che ripercussioni avrà questa pandemia sul ruolo di queste figure e sul loro rapporto con il resto della famiglia?

Avvocato Paola Sultana

“Proviamo a pensare ai nonni, al ruolo che hanno rivestito nelle nostre famiglie fino a ieri, al rapporto tra gli anziani con i giovani e i bambini, che siano i loro nipoti oppure no. C’è un personaggio televisivo molto noto e molto amato che incarna, ormai da parecchi anni, la figura del Nonno per antonomasia, ed è il mitico Nonno Libero della serie tv “Un medico in famiglia”. Tutti abbiamo seguito, chi con maggiore assiduità e chi sporadicamente, le vicende della grande famiglia Martini che si svolgono, appunto, nella casa del nonno Libero ed attorno alla figura di questo arzillo vecchietto.

Gli adulti “giovani”, cioè i figli con le loro mogli, fidanzate, mariti, compagni, sono personaggi importanti, certamente, ma vanno e vengono, si assentano, spariscono per mesi o per anni inseguendo carriere professionali o nuovi amori.

I bambini intanto crescono, diventano ragazzi e poi a loro volta adulti, studiano, si ammalano, hanno amici e vivono i primi amori, cadono e si rialzano e chi trovano immancabilmente ad aspettarli quando tornano da scuola, chi è pronto ad ascoltare le loro confidenze, ad accogliere i turbamenti, a consolare ma anche a rimproverare? Il nonno Libero.

Le normali famiglie italiane non sono tutte così complicate e numerose come la famiglia Martini, ma è indubbio che questo personaggio televisivo abbia saputo rappresentare una realtà molto importante e significativa, che tutti noi abbiamo sperimentato e che vorremmo vivere ancora.”

Dott.ssa Enrica Grande, psicologa

“La dichiarazione di ministri e virologi rispetto al prolungamento di distanziamento sociale tra nonni e nipoti spaventa le famiglie. Questa decisione renderà tutto più difficile anche dal punto di vista della gestione famigliare perché sono i nonni a prendersi cura dei nipoti quando i genitori vanno a lavorare. Ma non sono soltanto una risorsa da un punto vista pratico, ma anche e soprattutto emotivo. Il problema è che verranno a mancare aspetti molto importanti per i bambini. Con i nonni, i bambini instaurano un legame diverso rispetto a quello genitoriale. Quando vogliono rifugiarsi e ottenere conforto i bambini vanno dai nonni, i quali non hanno il ruolo normativo dei genitori, ma nel loro compito educativo possono fare qualche eccezione alla regola e dare qualche vizio in più. Quando i più grandicelli sono in difficoltà, si rivolgono ai nonni per avere qualche consiglio. La complicità, la pazienza e la comprensione sono tutti aspetti che i bambini ritrovano in questa relazione e che speriamo riescano a compensare in altre durante un possibile prolungamento di questo distanziamento sociale.”

Abogado Rita Marro

Quali sono quindi secondo voi le conseguenze che si potrebbero verificare?

Avvocato Paola Sultana

“Si intrecciano tanti aspetti, solo alcuni dei quali vengono messi in evidenza in queste settimane da chi si occupa dei profondi mutamenti sociali ed economici che il Corona Virus sta producendo nella nostra vita; ma vale la pena di cominciare ad interrogarsi sul “dopo”, su quello che accadrà nelle prossime settimane quando, ci auguriamo, torneremo lentamente alla normalità.

La particolarità della società italiana, dell’organizzazione famigliare, del ruolo delle donne nel mondo del lavoro, della presenza o piuttosto dell’assenza in molti territori di servizi sociali quali asili nido e tempo pieno scolastico, hanno fatto sì che anche il legislatore sia sia occupato dei nonni e non poche sentenze della magistratura si siano pronunciate sul tema dei rapporti tra i figli dei genitori separati o divorziati e le “famiglie d’origine” dei rispettivi genitori.

Come sempre, la Legge interviene a disciplinare con formule un pò “asettiche” situazioni e relazioni che riguardano la sfera dei sentimenti, delle emozioni, prescrivendo regole, doveri, divieti dove invece dovrebbe tutto essere regolato da altro, in primis dall’amore e dalla relazione affettiva che lega tra di loro i membri di una famiglia.

Ma ad un certo punto è sembrato necessario intervenire per affermare o riaffermare alcuni principi fondamentali: per un bambino, per un adolescente ma anche per un giovane ormai maggiorenne, i nonni sono importanti tanto quanto i genitori, a volte addirittura di più. Ed allora, se è necessario regolare i rapporti tra i figli ed i genitori nel momento in cui questi si separano, occorre ribadire che il bambino, il minore ha diritto di conservare un rapporto significativo anche con gli altri parenti, a cominciare dai nonni.”

Dott.ssa Enrica Grande, psicologa

“Questa separazione forzata potrebbe ferire anche i nonni. I bambini portano gioia nella loro vita con la loro presenza e la loro voglia di giocare, li tengono occupati nelle loro attività quotidiane.

In uno studio inglese relativo alle separazioni tra genitori dove neanche i nonni potevano vedere i nipoti è stato dimostrato che l’81% di loro aveva problemi di salute fisica e problemi affettivi dovuti a questa separazione. Reagivano come se fossero stati colpiti dalla morte di un parente. Presentavano una tristezza profonda, angoscia, sintomi di stress. I nonni perdono le tracce dei loro nipoti e questo li potrebbe lasciare con un senso di incompiutezza. Si va ad aggiungere anche la perdita di ruolo di nonni che comporta la mancanza anche di tutti gli aspetti dal punto di vista pratico che non possono più fare.”

Abogado Rita Marro

In conclusione, cosa si potrebbe attuare per tutelare le categorie ora individuate (minori/nipoti ed anziani)?

Avvocato Paola Sultana

“Alcuni giorni fa, l’Associazione “Cammino” ha pubblicato un vero e proprio decalogo, che altre associazioni stanno promuovendo e diffondendo, a protezione dell’infanzia e dell’adolescenza in questo momento di crisi che coinvolge anche e soprattutto i rapporti famigliari. E questo decalogo al punto 6 prevede che i bambini e gli adolescenti abbiano il diritto di conservare intatti i loro affetti, di mantenere la relazione con i parenti di entrambi i rami genitoriali, con le figure di riferimento e con gli amici. Ed ancora, al punto 9 si dice che bambini ed adolescenti hanno il diritto di ricevere protezione ed assistenza, di sentirsi rassicurati, confortati e sostenuti, anche nell’uso degli strumenti telematici.

Certo, conciliare questi “diritti”, che corrispondono ad altrettanti bisogni materiali, emotivi, psicologici, con la tutela della salute e la prevenzione dei rischi di contagio per gli anziani, non è facile ma dobbiamo provare ad immaginare un ritorno alla normalità, e magari anche a ripensare il rapporto che in questi decenni abbiamo costruito con i nostri anziani, con i nonni appunto.

La graduale riapertura delle scuole, dal nido all’Università e la riattivazione di altri servizi (baby parking, doposcuola, centri estivi, ecc.) fornirà alle donne ed alle famiglie un importante aiuto per quanto riguarda la cura e l’educazione dei figli. Ma non possiamo permettere che si cristallizzi, si “cronicizzi” una situazione di distacco tra le giovani generazioni e gli anziani. Non è solo un diritto per i nonni quello di riprendere i contatti e le relazioni con i bambini e i ragazzi ma è una necessità di questi ultimi, un bisogno reale al quale dare risposte concrete, pur mantenendo quelle precauzioni tali da proteggere i più fragili, gli anziani appunto, dal rischio di ammalarsi. Abbiamo però visto come l’isolamento dei vecchi, soprattutto quelli “concentrati”, quasi reclusi negli istituti, non solo non li ha preservati dal contagio ma ha prodotto l’effetto contrario, una strage di anziani che se ne sono andati in totale solitudine, senza neppure un saluto da parte dei loro cari. Ripensiamo, quindi, è la mia riflessione finale la nostra organizzazione sociale a cominciare da come trattiamo i nostri anziani, i nostri vecchi. Non potremo certo tornare indietro di 100 anni e riproporre modelli da “Albero degli zoccoli” ma neppure continuare a costruire ghetti nei quali confinare intere categorie di persone che non sono più utili alla società perché improduttive: i vecchi, le persone disabili, i malati psichici.”

Dott.ssa Elena Labò, pediatra

“È importante non impedire una normale relazione tra minori e nonni e ciò per non traumatizzare ancor di più i piccoli e prediligere gli spazi aperti così da poter stare insieme ma almeno in parziale sicurezza.”