Famiglie ai tempi del Coronavirus

Famiglie ai tempi del Coronavirus

Consigli pratici per sopravvivere alla quarantena.

Le famiglie stanno vivendo una situazione anomala e imprevedibile dal punto di vista sociale, lavorativo, scolastico. All’improvviso i bambini non possono rientrare a scuola e successivamente neanche i genitori a lavoro. Mamma, papà e figli sotto lo stesso tetto. Sempre insieme (o quasi).

Si cercano diversi modi per rimanere in contatto con gli altri (familiari, amici, colleghi), si utilizzano le videochiamate e diverse modalità per continuare a lavorare. La scuola prosegue ugualmente; in poco tempo attiva piattaforme che consentono le lezioni didattiche a distanza.

Genitori e figli passano un maggior tempo insieme. Cucinano, fanno lavoretti, cantano e postano i video sui social. Utilizzano questo momento per fare attività che prima della quarantena non riuscivano a fare. Tutti si adattano e vanno avanti dicendosi che andrà tutto bene.

Ma nelle famiglie va davvero tutto bene?

I genitori devono aiutare i figli a collegarsi per seguire le lezioni didattiche a distanza con le insegnanti, magari più figli contemporaneamente. A volte si ha un solo pc, non si hanno stanze a sufficienza. Terminate le lezioni, i bambini devono fare i compiti, scaricare materiali inviati, stampare (se si ha la stampante e le cartucce non stanno finendo).

Finiti i compiti, i piccoli guardano la tv, giocano ai videogames. Ma non si possono lasciare tutto il giorno davanti allo schermo, ai dispositivi e gli viene detto di spegnere, di fare altro, di giocare. I bambini si annoiano. Chiedono di fare qualcosa insieme.

Alcuni genitori inoltre continuano a lavorare online da casa o devono recarsi al lavoro, seguire i figli, far da mangiare, tenere un po’ di ordine e arrivano alla sera stravolti.

Dall’esterno, intanto, arrivano informazioni allarmanti, preoccupanti e non sempre è possibile pensare al meglio. Si pensa agli affetti, alle amicizie. Si ha paura, ansia, angoscia.

Per le famiglie è un periodo davvero difficile. Questo nuovo modo di stare insieme è talvolta impegnativo e molto stressante.

Cosa possono fare i genitori?

Dopo aver aiutato i bambini a capire che cosa sta accadendo, utilizzando un linguaggio adeguato alla loro età, è importante che i genitori cerchino di seguire le routine e gli orari, per quanto è possibile, o li aiutino a crearne di nuove.

I bambini (e gli adulti) infatti funzionano meglio all’interno di uno schema di eventi che si succedono in maniera regolare. A scuola, a lavoro, in famiglia ci sono una serie di regole che fanno sentire sicuri, ma in questo periodo le certezze sono saltate e così anche per i bambini.

Le routine invece sono rassicuranti perché aiutano a gestire i momenti della giornata che si ripetono regolarmente. I piccoli possono capire che cosa sta per accadere, che cosa si possono aspettare e cosa ci si aspetta da loro. In questo modo può diventare più semplice comprendere anche le emozioni proprie e degli altri.

Per aiutarli a capire e condividere pensieri, paure e preoccupazioni, si possono anche raccontare fiabe che narrano dell’uomo e dei suoi timori, di prove da superare e di lotte in cui sconfiggere i mostri. Storie che finiscono bene nelle quali la prova si supera e il cattivo viene punito.

È infine molto importante rassicurare i bambini che sono al sicuro e che ci sono adulti che si stanno occupando di gestire l’evento e le sue conseguenze.

A volte, però, i piccoli non riescono a verbalizzare il proprio disagio, ma lo manifestano attraverso dei cambiamenti nei loro atteggiamenti o comportamenti, come insonnia, disturbi dell’umore o  altro che possono far preoccupare i genitori.

In questi casi può essere utile rivolgersi a professionisti preparati che potranno aiutarvi attraverso consulenze online per fronteggiare la situazione.

Dott.ssa Enrica Grande
Psicologa, psicoterapeuta dell’età evolutiva