A pranzo un bel gelato, abitudine salutare?

A pranzo un bel gelato, abitudine salutare?

Il gelato è un dolce piacere per molti quasi irrinunciabile nelle lunghe giornate estive, complici il caldo e il desiderio di mangiare cibi freschi.

Spesso si può cadere nella tentazione di sostituire il pasto con un bel gelatone, ma sarà un’abitudine corretta?

È importante sottolineare che non è tanto un discorso di chilocalorie introdotte, che risulta marginale, fondamentale è invece la composizione del pasto che andiamo a consumare, che dev’essere nel suo complesso bilanciato, ossia con una quota di carboidrati complessi, proteine, grassi salutari, frutta e verdura. Mediamente una persona normopeso dovrebbe introdurre 500-800 Kcal in ciascun pasto (variazioni che dipendono dal fabbisogno personale di ognuno e dal tipo di alimentazione seguita), dunque se guardassimo solo all’aspetto puramente calorico si potrebbe sostituire un pasto con 3-4 palline di gelato artigianale: sarà una buona idea?

Se mangiassimo un gelato al posto del pranzo:

  • Andremmo a introdurre, tutti in una volta, un quantitativo elevato di zuccheri semplici (dai 40 ai 100 g), teniamo presente che le Linee Guida per una sana alimentazione consigliano di non introdurre più di 50 g di zuccheri semplici al giorno;
  • Le poche proteine presenti nel gelato non ci aiuterebbero a saziarci nelle ore successive al pasto, dunque il rischio è quello che ci venga fame poco dopo;
  • La composizione del gelato in sé tende a stimolare la ritenzione di liquidi, di cui soffrono molte persone, specialmente durante i periodi estivi;
  • Il gelato, essendo zuccherino, stimola il senso di sete e il picco insulinico (il gelato come pranzo non ci sazierebbe a sufficienza ma, al contrario, ci porterebbe allo “spiluccamento” nelle ore successive);
  • Il contenuto di fibre, vitamine e sali minerali, importantissimi per comporre un pasto in modo bilanciato, è pressochè nullo.

Gelato artigianale o confezionato?

Le differenze tra i due riguardano sia i metodi di produzione sia la qualità degli ingredienti usati. In teoria, un gelataio artigianale dovrebbe utilizzare solo prodotti freschi di alta qualità, ma non è poi così raro trovare anche prodotti artigianali di bassa qualità perché nulla vieta all’artigiano di usare basi liofilizzate alle quali aggiungere poi acqua o latte. Il gelato industriale, invece, viene prodotto utilizzando latte in polvere, oli vegetali, additivi come emulsionanti, stabilizzanti, conservanti o coloranti. Il gelato artigianale viene prodotto incorporando lentamente una quantità di aria tra il 30 e il 50% della massa solida, che per il gelato industriale arriva fino al 100-130%.

In definitiva un gelato non può essere considerato una buona alternativa al pasto ma può essere tranquillamente consumato come merenda, senza sensi di colpa, in un momento di sana golosità e di condivisione con amici o famigliari. L’importante è non eccedere nelle quantità (cono o coppetta da due gusti) e nella frequenza di consumo, se lo scegliamo artigianale è qualitativamente migliore (e anche più buono)!

E per i più piccini, ma perché no anche per noi adulti, vi propongo un’alternativa simpatica e salutare al classico gelato.

Ghiaccioli di frutta home made

Pulire, tagliare a pezzetti e frullare la frutta che desideriamo utilizzare (ad esempio pesca, banana, fragole), riponendola in contenitori diversi.

Procurarsi yogurt bianco e stampini e comporre i ghiaccioli alternando gli strati di frutta e yogurt. Per evitare che i gusti si mescolino tra loro, riporre il ghiacciolo in freezer per 10 minuti prima di inserire un nuovo strato.

Inserire infine lo stecco e far riposare in congelatore per circa 2 ore.

Dott.ssa Ilaria Carniglia

Biologa nutrizionista

info@ilariacarniglia.it